No, non intendeva quello che ha detto.



No, non intendeva dire "La disperazione non può mai giustificare condizioni di viaggio che mettono in pericolo la vita dei propri figli".".

Non è possibile che uno stato SERIO lasci morire così donne, bambini, esseri umani disperati.

Non si può rispondere con il tono di chi giustifica il proprio comportamento presso l'assicurazione per un incidente stradale.

La provenienza dei naufraghi è afgana, pakistana, somala, siriana, palestinese, iraniana, irachena.

Con ogni probabilità la gran parte delle persone imbarcate nel viaggio "sconsigliabile" per il ministro avevano diritto all'accoglienza in questo paese.

Come sembrano ipocrite le parole compassionevoli che usiamo per descrivere le situazioni di quei luoghi.

Basta pensare che taluni di loro potrebbero provenire dalle zone terremotate della Siria. La stessa Siria è devastata da una guerra che ha prodotto ben oltre 300.000 (trecentomila) vittime civili. Però è una guerra che non interessa, siamo teleguidati all'interesse per una guerra?

Solo circa 87 milioni di euro inviati dall'Italia come cooperazione internazionale alla Siria, in 10 anni circa. (a detta dello steso governo italiano. https://www.aics.gov.it/oltremare/voci-dal-campo/libanola-guerra-in-siria-e-la-crisi-umanitaria-il-contributo-della-cooperazione-italiana/)

Malgrado il terremoto continuano le sanzioni alla Siria ...... Con milioni di profughi e sfollati.

Consenta Sua Eccellenza Ministro, le sue sono affermazioni ciniche da salottiero ben sazio.

Altro che l'appellativo di Radical Chic propinato a coloro che si spendono moralmente e fisicamente per aiutare chi cerca di fuggire, di salvare la vita di fronte a situazioni terrificanti.

Sarebbe da consigliarle un bel tuffo nella realtà, un bel viaggio in quei luoghi per sperimentare il vero, non la comoda poltrona.

Dovrebbe stendere l'invito anche al suo collega di governo che sta ponendo la struttura da lui guidata nell'impossibilità di agire secondo mandato istituzionale. Comprendiamo, la pigrizia atavica del collega lo ha portato a non recarsi mai in Europa quando si era sul punto di superare la convenzione di Dublino, per cui ci sembra difficile lo sforzo di controllare lo stato di quelle zone di persona.

Forse non è necessario andare così lontano, qualche giorno fa bastava fare 40 miglia nautiche (una settantina di kilometri) per vedere i fatti.

Il rimpallo di responsabilità, che potrebbe coinvolgere anche Frontex data la non chiarezza delle comunicazioni avvenute, ha portato a far partire i soccorsi circa 16 ore dopo il primo allarme, curioso pensare che la guardia di finanza potesse aver comunicato che la situazione era sotto controllo, che non era necessario soccorso, se le proprie imbarcazioni sono state costrette al pronto rientro in porto.

Bisogna constatare che difficilmente la tragicità dei fatti porterà cambiamenti a quella visione da buon salotto che ha portato a privilegiare la difesa dei territori "dall'assalto"' di poveri ed inermi disperati sulla difesa della vita di alti esseri umani. 

Ci sarebbe da considerare la necessità più generale della coerenza nell'affrontare le situazioni di crisi.

È necessario aiutare anche militarmente l'Ucraina? Certo, inutile discettare, anche se ci dovrebbe garantire dalle "sorprese" che ha rivelato il Kossovo.

Però non si possono chiudere gli occhi sul fatto che abbiamo fornito in un anno aiuti militari circa 15 volte maggiori di quelli umanitari per la Siria, per salvare vite umane.

Se si vuol essere credibili occorre agire coerentemente, lo dice anche la retorica che l'esempio è il miglior insegnamento.

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