Gioventù bruciata?


 

Mi è capitato ieri sera di vedere il documentario "Per Firenze" (https://www.raiplay.it/programmi/perfirenze), realizzato dalla Rai con la regia di Franco Zeffirelli e l'interpretazione di Richard Burton come testimonianza di quanto avvenne il 4 novembre 1966 e della solidarietà internazionale che spontaneamente si attivò con risultati incredibili.

Colpì e colpisce ancora che la solidarietà fu immediata e spontanea, sopratutto colpirono i giovani che spontaneamente accorsero a Firenze da tutto il mondo per assistere la popolazione e salvare il patrimonio culturale che appartiene a tutta l'umanità.

Quei giovani giunsero prima che la macchina statale italiana fosse pienamente attivata, perché fu colpevolmente sottovalutata l'entità della tragedia.

Esiste anche un libro di Erasmo D'Angelis che racconta quei giorni: "Angeli del Fango. La «meglio gioventù» nella Firenze dell'alluvione." (https://www.ibs.it/angeli-del-fango-meglio-gioventu-libro-erasmo-d-angelis/e/9788809050136#cc-anchor-review ), edito da Giunti nel 2006, ai quarant'anni.

Erano i giovani ribelli, i capelloni, quelli che volevano cambiare in meglio il mondo in meglio allora.

Erano quelli che per il proprio abbigliamento ed i capelli lunghi rischiavano pestaggi brutali dai neofascisti se, incautamente, si fossero addentrati in "territori" feudi dei neofascisti nelle città italiane.

Pochi mesi prima, alla Sapienza, militanti del Movimento Sociale Italiano avevano ucciso il giovane studente Paolo Rossi.

Ancora 11 anni dopo militanti del Movimento Sociale Italiano hanno ucciso a Bari il Giovane Benedetto Petrone.

Capiamo "l'imbarazzo" del ministro Valditara. 

"Valditara: non ritengo necessario intervenire
Deciso a derubricare le violenze di Firenze come ordine pubblico, Valditara non interviene, irritato al contrario dalla mancata solidarietà a sinistra per le minacce di morte ricevute via social da un collettivo studentesco vicino al centro sociale Askatasuna durante l'occupazione del liceo Einstein a Torino due settimana fa ("Valditara a testa in giù"). Ma poi esplode a Mattino 5 contro la lettera di Annalisa Savino, dirigente del Da Vinci, che ha scritto ai suoi studenti dell'importanza di non rimanere indifferenti di fronte al quel pestaggio invitando a lasciare solo "chi decanta il valore delle frontiere e chi onora il sangue degli avi". Lettera definita "impropria e ridicola - reagisce il ministro - in Italia non c'è nessun pericolo fascista e non c'è alcuna deriva violenta o autoritaria". E ancora: "Difendere le frontiere e ricordare il proprio passato non ha nulla a che vedere con il fascismo o, peggio, il nazismo". Poi il ministro giurista, ex An e ideologo della Lega, vicinissimo a Salvini, fa di peggio, ipotizza provvedimenti "se queste iniziative strumentali, che esprimono una politicizzazione che auspico non abbia più un ruolo nelle scuole, dovessero persistere e ci dovesse essere un comportamento che va al di là dei confini istituzionali". Valditara precisa bene: "Attualmente non ritengo necessario intervenire". Ma è già troppo. Insorgono le opposizioni e i sindacati. Reagisce l'Anpi che con il presidente Gianfranco Pagliarulo dice: "La velata minaccia di future misure disciplinari è la spia del clima di autoritaria intolleranza che questo governo sta promuovendo e diffondendo alzando il clima di tensione nel Paese. Va riconosciuta senza dubbio al ministro solidarietà per le minacce ricevute. Ma il suo rumorosissimo silenzio davanti all'aggressione subita dagli studenti di Firenze è una prova di parzialità francamente sconcertante da parte di un ministro della repubblica antifascista"." https://www.repubblica.it/cronaca/2023/02/24/news/valditara_preside_firenze_fascismo-389245164/?ref=drla-f-1 .

Sembra riproporsi una vecchia trama, generare un clima di violenza che chiama altra violenza. Così di notte tutti i gatti sono bigi.

Cosa è rimasto di quel mondo degli angeli del fango, ucciso da scellerati decenni in cui si è uccisa la cultura di quella cultura che abbiamo visto a Firenze nel 1966 con l'uso di media che hanno proposto modelli sterili e voluttuari della società.

Sarà un caso che chi ha costruito quella cultura tramite le TV ora appoggi il ministro Valditara?

"Non vorrei sembrare pessimista ma sono sempre più convinta che il mondo sia diventato più egoista. Anche dentro le famiglie si comunica sempre meno. Vado nelle scuole per parlare, per non fare morire del tutto la speranza, per scuotere i giovani dall'apatia. La rabbia è anche un modo sbagliato per dire 'io esisto'"." https://www.repubblica.it/cronaca/2023/02/24/news/edith_bruck_fascismo_costituzione-389238464/?ref=RHHD-T

Non è nostalgia ricordare ciò che è avvenuto, è richiamare alla responsabilità.

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